Ormai mi conoscete, quando si parla di USA cars non posso che trasudare una grande ammirazione per questi giganti di metallo, per le carismatiche storie che si celano dietro ognuna di loro, per lo stile, la personalità indiscussa. Se poi parliamo di vere e genuine muscle d'annata, la situazione diventa davvero “cool”, come direbbero i nostri colleghi d'oltreoceano! Potrei scrivere pagine e pagine spiegandovi il fascino che provo ogni qualvolta mi si para davanti un'auto del genere, ma in queste poche righe preferisco illustrarvi lo stupendo esemplare di Dodge Challenger '70 che la Doggystyle Production ha immortalato per voi.
La mattinata era tipicamente milanese, temperature rigide e lieve nebbiolina, dopo circa mezz'ora di viaggio arriviamo nel luogo dell'appuntamento dove Antonello, il proprietario, ci accoglie con un sonoro “…Avanti, entrate pure!...”; aperta la porta del capannone, ci si para davanti uno spettacolo di luccichii e cromature, eh…sì, con un giro di maniglia siamo atterrati direttamente negli States (e pensare che c'è gente che fa 14 ore di volo!!!). Il nostro amico è uno dei maggiori collezionisti di Usa cars d'Italia, all'interno del suo show-room si possono ammirare innumerevoli pezzi di storia Americana! Come di consueto vengo colpito immediatamente dall'angolo “muscle”, davvero ben fornito! Ed in mezzo a tutta quella cavalleria riconosco subito la Challenger R/T, 1970 con motore big block 440 six pack 390cv, nel suo originalissimo colore arancione, contrassegnata dalla white stripe sul posteriore. Antonello non perde tempo e, inserendo la chiave, da voce al roco 7.200cc che non chiedeva altro, se non di farsi sentire in tutto il suo impeto! Pian piano la Challenger comincia a muoversi verso l'uscita del capannone, ora il cofano è illuminato da un tenue raggio di sole che fa capolino forando le dense nuvole. Che lo spettacolo abbia inizio! Salgo a bordo per il classico test drive, Antonello è rilassato e divertito nello stesso tempo, mentre ci avviamo verso la nostra abituale “Test Road” mi spiega, con la sua consueta professionalità e competenza, il concetto del “six pack”, ossia la presenza di tre carburatori a doppio corpo, il centrale è sempre in funzione, mentre gli altri due si attivano solo in caso di bisogno e così dicendo, schiaccia il pedale dell'acceleratore a fondo, la macchina schizza in avanti come un proiettile, mi incollo al massiccio sedile in puro stile anni '70…eh sì, questi carburatori fanno il loro lavoro davvero egregiamente! Peccato che sia già il momento di rientrare, le ultime foto di rito, ma prima di andare via Antonello ci stupisce con la frase che, dentro di noi, tutti volevamo sentire: “…Dai ragazzi, vi faccio un burnout…” Che spettacolo, in pochi secondi il fumo avvolge tutto ciò che ci circonda, Antonello ci saluta così…
Gustatevi le foto!